Marco Travaglio a Cittadella

Stasera (sempre che alle 18 si possa dire che sia sera 🙂 ) c’era Marco Travaglio in torre di malta, a Cittadella…

Sono riuscito ad arrivare solo dieci minuti dopo l’inizio, il primo parcheggio che ho trovato era quasi in borgo Treviso (!) e così mi sono ascoltato tutto da fuori della porta, giacché nella sala non ci si stava… peccato, ho visto tanti altri che sono andati via dopo un po’ perché non riuscivano ad entrare….

Travaglio interessante come sempre, perché come sempre non le manda a dire a nessuno e chiama pane il pane e vino il vino… ma va bene così: evviva l’onestà e la schiettezza!! …posso capire perché tanti personaggi lo detestino: chi ha paura della verità di solito è perché non la vuol far sapere tanto in giro… 🙂

Ma è finita (mi auguro!!) l’era in cui chi veniva eletto era “arrivato”, un po’ come si faceva noi da bambini salendo sul muretto e dichiarando solennemente “cìche!!” per indicare che lì non si poteva più essere toccati, si era in salvo.

Spero davvero che sempre di più il “popolo” riprenda ad usare la testa e a credere in qualcosa… Spero davvero che spenga la TV e accenda il buon senso, impari a comunicare davvero con gli altri, a confrontarsi con la realtà concreta e con quella ideale, e non con la sua “proiezione” in chiave televisiva, che poi è il più delle volte distorsione, se non anche manipolazione.

Finché lasciamo correre, finché va bene tutto, finché le ingiustizie vanno bene se non ci riguardano, non può che andare a rotoli, e andare sempre peggio, perché il meccanismo si autoalimenta.

Un po’ di dignità, un po’ di spirito critico! Non accetto i facili teoremi, le grandi promesse mai mantenute ovviamente perché impossibili, l’evidente volontà di compiacere questa o quellla parte per non inimicarsi nessuno, tanto più se questo vien fatto solo quando presenta facili tornaconti…

Come diceva Marco, oggi c’è una sensibilità che non c’era qualche anno fa… Oggi tutti chiediamo trasparenza, chiediamo rispetto, dignità, osservanza delle regole da parte di tutti, certezza che chi le infrange verrà punito, anche e soprattutto se ha responsabilità verso gli altri in virtù della propria “carica”. Oggi tutti ci aspettiamo che chi viene eletto abbia la faccia pulita, ma anche che sia coerente e onesto nella sua condotta e nel suo rappresentarci.

Si è parlato anche di conflitto di interessi, e mi è piaciuta la lettura che ne ha dato: non tanto, non solo quello più evidente e mediatico del precedente premier, ma anche quello che quotidianamente viene ad essere nelle banche e in molti, troppi altri organismi che dovrebbero garantire la netta separazione tra chi opera e chi invece è incaricato di controllare e verificare l’operato dei primi. Se le due figure coincidono, come troppo spesso accade di questi tempi, c’è qualcosa che non va! E non è un problema teorico! Basta pensare al caso Parmalat, quanti ci hanno rimesso i risparmi di una vita… e nessuno ha controllato, nessuno sapeva?

Occorre che ci siano delle regole chiare, dei meccanismi che impediscano fortemente la possibilità che si vengano a creare situazioni di rischio…e occorre che queste regole vengano applicate, a tutti e comunque.

S’è parlato anche di tasse, di evasione, e del fatto che il “peso”  delle tasse che loro non pagano ricade su chi invece le paga e le ha sempre pagate. “Pagare tutti per pagare meno”, si è detto, e non “pagare meno per pagare tutti”.  E, si badi, son cose ben diverse!

Certo, è chiaro il malcontento di chi è onesto e si vede gente che ha evaso alla grande sfruttare condoni e simili “pacche sulla spalla” per regolarizzare la propria posizione, magari anche spendendo poco…

Ma non è giusto! Il sistema-paese non dev’essere il regno dei furbetti, deve finire il tempo in cui chi va avanti troppe volte lo fa perché non si fa problemi di sorta ad eludere le regole, quando anche non riesca a cucirsele addosso a proprio piacimento!

Ne sono uscito da un lato indignato, per cose che so, che si sanno, ma che fa sempre male sentirsi ripetere (e grazie Marco per averci pungolato ancora una volta!), dall’altro speranzoso che le molte persone intervenute fossero un segno di cambiamento, di un mutamento di attenzione, di un atteggiamento nuovo da parte della cosiddetta “società civile” che ha tutta l’intenzione di non stare a guardare che si distrugge quanto si è costruito finora.