La cena di Emmaus nella storia dell’arte

L’associazione Città Aperta, in collaborazione con Accademia Aperta, propone un interessante momento l’11 di aprile.

Il cuore di tutto è un incontro

Certo, incontri ne facciamo tanti quotidianamente, ma questo è un incontro speciale, avvenuto venti secoli or sono lungo la strada per Emmaus

Lo rivivremo attraverso le immagini e la sensibilità di cui, nel tempo, l’Arte ci ha fatto dono e le parole appassionate di Bruno Antonello che ci guiderà in questo racconto, da ascoltare con gli occhi e con il cuore.

Trovate i dettagli qui, nel sito dell’associazione.

A Night in Padova

due passi in notturna per il centro

una città ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare

Ho sempre vissuto Padova da studente, tracciato il mio percorso sul selciato tra le aule e la stazione, tracciando invisibili binari di consuetudine, tra la folla affannata nelle cose d’ogni giorno e le lancette implacabili di orari e tabelle di marcia. Non che camminassi a testa bassa, anzi ho sempre guardato con curiosità ogni cosa, ma la percezione di quei luoghi era necessariamente polarizzata dal contesto in cui li vivevo e dalla sua permanente provvisorietà..

Pertanto mi ha fatto una certa impressione il fatto di tornarci, anni dopo aver concluso gli studi universitari, e per di più di sera: un volto della città che, in quanto pendolare, non ho mai conosciuto.

Un volto un po’ triste, ai miei occhi, complice forse la serata dai risvolti inattesi e un senso di solitudine nel constatare come l’estate avesse portato via con sé non solo il suo luminoso calore, ma anche ciò che più di ogni altra cosa alla città dà senso: le persone. I muri, il selciato, le luci sono sempre uguali, siamo noi a viverci dentro e a rendere nostri questi spazi.. senza, la città diventa una scatola vuota, un contenitore senza contenuto..

Se volete potete guardare con me  attraverso l’obiettivo della reflex qualche immagine che ho raccolto.

Buona visione!

Simple Company @ Dissensi 2010 – Quartetto+Solos

Non si tratta di umile pietra, non di comuni sassi…
E’ nobile marmo, ancorché grezzo, quello che fa da inconsueto ma evocativo palcoscenico alla performance della Simple Company in quel di Arzignano, a chiudere in bellezza l’edizione 2010 del festival Dissensi.

Ma le parole non dicono quanto le immagini di quella splendida serata, che trovate qui =)

Simple Company: Quartetto 132 a Venezia

In una cornice inconsueta e molto evocativa com’è quella di una mostra di ritratti, in una città che amo molto qual è Venezia, ho avuto il privilegio di cogliere fotograficamente alcuni frammenti dell’esecuzione del Quartetto 132 da parte della Simple Company.

Trovate le foto nella mia photo-gallery, a questo indirizzo precisamente 🙂

Mono No Aware

Il mio caro amico Giuseppe è finalista ai Webby Awards 2007. Diffondo volentieri il suo appello e vi invito a votarlo, se vi va naturalmente! Ma lascio che sia lui a presentare la cosa:

Un mio progetto Mono No Aware realizzato per Ryuichi Sakamoto, è finalista al Webby Awards 2007 categoria ‘Net Art’, (“The most prestigious award in the world” – BBC / “The Online Oscars.” – Time Magazine / “Better than the Oscars.” – Vanity Fair).

Inoltre è l’unico progetto realizzato in Italia tra tutti i progetti finalisti. Il premio consiste in uno vero e proprio, dato dalla giuria e un premio del pubblico.

Ti chiedo gentilmente, naturalmente se ti va, di andare a votare per me o dirlo a un po’ di amici almeno per patriottismo, si perdono 2 minuti al massimo..

http://pv.webbyawards.com/account/login

Dopo essersi registrati, vi arriva una mail su cui cliccare e nella pagina che si apre ci sono 4 box color magenta in basso; cliccate la categoria WEB SITE e poi ENTERTAINEMENT & NET ART
Lì votate per MONO NO AWARE il mio progetto, se volete lasciare messaggi… ben accetti come il passaparola ai vostri amici/colleghi.

L’opera (digitale) in questione è (letteralmente) questo sito: www.mono-no-aware.org

Se volete saperne di più su cos’è Rokkasho, visitate anche il sito http://stop-rokkasho.org/