L’Italia non merita questo

Anni fa ho avuto una conversazione con un conoscente, il quale affermava che chi veniva eletto avrebbe “ovviamente” dovuto rappresentare e portare avanti solo le istanze e gli interessi di chi lo aveva votato. Si parlava di elezioni comunali, nel caso specifico, ma ricordo ancora la sensazione di fastidio e di smarrimento di fronte ad una concezione così distorta della politica. Non lo potevo sapere, ma -ahimé- tutto sommato quello era ancora nulla, ne avrei visto di molto peggiori negli anni a venire…

Così in questi giorni assurdi m’è balenato alla mente quel discorso, ed ho pensato che sì, è proprio vero che quel che semini poi cresce… non c’è di che meravigliarsi se ci troviamo questa situazione politica, non è che l’esito finale di un insieme di scelte (o di non-scelte) che TUTTI abbiamo fatto.

Lo Stato non è una vacca da mungere o un idiota da fregare in tutti i modi. Ma non mi stupisce che molti lo considerino tale, dal momento che è quello il modo in cui trattano le altre persone. Non si tratta di essere moralisti, ma neppure di mettere la testa sotto la sabbia: i valori su cui si fondava, su cui s’è sempre fondata la nostra società, non sono “cose vecchie”, non sono consuetudini desuete e inutili, pesante e incompreso fardello di un tempo che fu.Chi non lo comprende, non comprenderà nemmeno che non può rinnegare quei valori di rispetto, di solidarietà, di reciprocità, di lealtà, di correttezza, di dignità, di integrità, senza minare alla base le fondamenta stesse del vivere civile, di qualsiasi idea di società e di socialità concepibile. Perché tale rifiuto lascia esposti tutti a inevitabili e quantomai intense dinamiche sociali dissocianti, che non portano al bene comune, ma al suo esatto contrario.

Infatti se “ognuno fa per sé” prevarranno solo pochi a scapito di tutti gli altri, e non certo perché espressione massima del concetto di “persone migliori”, ma anzi, probabilmente perché primi per furbizia e magari per disonestà. In questo gioco al massacro vince il peggiore e perdono tutti.

Se invece si persegue il bene comune, se TUTTI lo perseguono, se lo si mette in pratica, se lo si insegna, se gli si attribuisce un alto valore, perché ha un alto valore, allora tutti ne trarranno beneficio, non solo nel momento della loro massime capacità, ma anche quando ne avranno bisogno.

In fondo non dobbiamo dimenticare che, prima o dopo, tutti avremo bisogno degli altri, anche se non lo vogliamo ammettere.

Se invece prestiamo orecchio solo al martellamento televisivo-mediatico, che in questi anni fa addirittura “cultura” (cul-tura??), allora saremo portati a credere che le persone valgono solo in base a quel che producono, a quel che possono permettersi di spendere. Le persone non sono più persone, diventano merce. E, quando si sono consumate, diventano rifiuti.

E qui penso alla vergogna dei rifiuti in Campania… certo, la chiamano “emergenza” solo ora che si è superato ogni limite, perché di certo non è nata ieri… tanti, troppi hanno intascato e frodato lo Stato (=tutti gli altri), e molti, troppi hanno chiuso un occhio, anzi due, fintanto che la cosa aveva un tornaconto per tutti gli interessati…

Ma non pensiate che sia un discorso razzista, questo cancro ideologico è ben vivo anche qui, in questo mitologico “nordest”: finché va bene a se stessi e ai propri amici, nessuno fa rumore… oh, vi diranno anche che a loro importa davvero del “bene comune”. Certo! …a patto di mettersi d’accordo su un concetto di “comune” sufficientemente adattabile… Ed io detesto questa ipocrisia, questa ingiustizia profonda e irriverente che serpeggia tanto nelle stanze del potere quanto tra le facili giustificazioni popolari di chi “fa il furbo”!

L’Italia non merita questo! No, proprio non lo meritiamo!

E non meritiamo neppure la figuraccia (e se fosse solo per la figuraccia, sarebbe ancora nulla) del caso “La sapienza” a Roma, dove si è cercato di “difendere” la laicità del sapere… dal Papa!

Cosa ci sarà da difendere? Mah… Difendere comunque, a priori, è l’atteggiamento tipico di chi ha appena portato un affondo e si aspetta il contrattacco…

E poi perché? Non sanno che non è distruggendo la religione (magari nel simbolo rappresentato dalla persona del Pontefice) che si difende la laicità? La laicità stessa nasce dal concetto di religiosità, ma nasce con un senso ben diverso da quello che gli è stato cucito in queste settimane di roventi polemiche.

A ben pensare non c’è nulla che si possa difendere distruggendo: non è lanciandosi all’attacco che si difendono le proprie terre (ma si scatena la vendetta nemica), non è con la distruzione preventiva che si difende la pace (ma si fomenta l’odio), non è con l’accusa rabbiosa che si difendono il dialogo e la tolleranza (ma si causa chiusura ed intransigenza)… in altre parole, si esacerba il male stesso che si vorrebbe evitare…

Avete mai provato voi ad imporre il silenzio tra due che urlano, urlando più forte? Sì? E magari ci sarete anche riusciti… Provate con 6, con 600, con 6 milioni, con 6 miliardi di persone… E a cosa credete servano le bombe atomiche? Ad urlare più forte… con il solo esito finale -pregando che non avvenga mai- di ridurre al silenzio tutti. Per sempre…

Parliamo anche di responsabilità, del senso dello Stato? Parliamo di rappresentanza? Sto sparando sulla Croce Rossa mi sa, ma non voglio tener per me il mio pensiero, anche se sento essere condiviso da molti…

Ci sono stati vari avvenimenti, che tutti conoscete, riguardanti il Parlamento italiano. Non li sto a ripetere, vi annoierei… Ma vorrei dire anche la mia sulla situazione che stiamo vivendo tutti….

Si parla di leggi elettorali, di governabilità, di commistione tra potere e politica, tra politica e magistratura, etc etc… Riflettevo così sul fatto che in parlamento, in un paese civile, dovrebbero esserci delle persone integerrime. Non per niente le persone che siedono in quelle aule sono quelle a cui abbiamo consegnato il grave impegno di organizzare al meglio la vita sociale del nostro paese, e questo riguarda noi, adesso, ma anche i nostri figli ed il nostro futuro.. E chi mai metterebbe il proprio futuro nelle mani di persone che sono state giudicate in via definitiva colpevoli per vari reati, in mano a persone che non si interessano più della vita di chi le ha elette, ma rispondono solo a logiche partitiche e di potere ed a ideologie del tutto anacronistiche ed inconsistenti? Chi si affiderebbe a chi cambia bandiera ogni volta che vede un’opportunità da acciuffare? Basta scegliere!

Mmm… ma scegliere tra le scelte che qualcuno ha già predisposto per te, è ancora scegliere?
Votare dei rappresentanti che i partiti hanno già scelto per te, è ancora votare dei rappresentanti?

Com’è possibile che ogni legge sia imposta non tanto perché valida in sé, e quindi condivisibile al di là del colore politico, ma solo perché chi ha la forza dei numeri sembra dover dimostrare di poterlo fare?

Com’è che ci debba essere, per partito preso, il rifiuto di ogni cosa venga proposta dall’avversa fazione a meno che non se ne veda un tornaconto di qualche natura (politica, elettorale, personale o di lobby) ?

Dov’è finita la coerenza? Dove l’integrità e la moralità?
Per fortuna che c’è ancora qualcuno che se ne fa araldo, tra i colli romani! A loro va tutta la mia stima e la mia comprensione, perché dev’essere di una difficoltà estrema professare tali nobili valori di fronte a quelli che sembrano farsene beffa, anche se davanti alle telecamere asseriscono di crederci. In fondo, sembrano dire, “l’importante non è essere onesti… basta che la disonestà non sia un reato”..

Non so perché, mi viene in mente Vasco: “..senza parole!”