Bentornato Luca!

Luca Parmitano torna a casa! =)

Ho letto con commozione il racconto di Luca Parmitano sul suo tornare sul nostro pianeta dopo sei mesi “stellari” =)  L’ho sentito vicino, non solo per il nome di battesimo che condividiamo, ma soprattutto per quel senso di umanità e di profondo amore per la vita che ho colto nel suo raccontare e nel trasporto con cui ha trasmesso la sua passione e la sua gioia a chiunque abbia avuto modo anche solo di sentir parlare di lui!

Eh, lo spazio..! Mi ha sempre fatto sognare, impaurito ed attratto al tempo stesso, quel meraviglioso mistero che è l’universo, lo spazio sconosciuto e sconfinato, realtà definita da forze così immense e sviluppate su tempi tanto lunghi che la mente vacilla nel suo immaginare… e, accanto all’immensamente grande, interazioni su scale così piccole da rendere inadeguate le stesse leggi fisiche che danno certezza al nostro vivere quotidiano…

Immensamente grande ed immensamente piccolo, concetti talmente antitetici da arrivare a ricongiungersi in una infinita reciprocità di senso e di inconoscibilità…

Grazie Luca!!!

Oltre i confini

Non avevo seguito molto la vicenda, prima del lancio, ma devo ammettere che pensare ad un salto come quello di Felix Baumgartner è qualcosa di assolutamente incredibile…

Penso -con le dovute proporzioni- che le sensazioni siano simili a quelle che devono aver provato quelli che han seguito il primo sbarco dell’uomo sulla luna… la meraviglia, lo stupore, l’ansia trepidante nell’immaginare un uomo così distante da casa da vederne i confini tutti insieme da diventare insignificanti…

Ma se allora già era un miracolo restar vivi dopo il lancio, con una tecnologia che a pensarci ora sembra impossibile possa aver portato l’uomo fin lassù, qui è la discesa che fa clamore, senza una navicella a fare da involucro, incontro velocissimo ad una terra sempre più vicina con l’incognita di riuscire a restar stabile e cosciente in una sollecitazione tale…

Il momento in cui Felix Baumgartner spicca il salto dalla vertiginosa altezza di 39km!

Ho riguardato più volte i filmati e non riesco a togliermi quel senso di incredulità e di maestosità, di ammirazione per il coraggio e il pericolo affrontati, per un traguardo mai raggiunto che ti lascia emozionato e commosso, che lascia un segno dentro…

E un segno profondo deve averlo certamente lasciato in Felix, se appena rimesso piede su questo solido suolo dice: “quando stai lì, su quello scalino, sopra al mondo, diventi così umile… e in quel momento non è più questione di superare qualche record”.

Prima di saltare aveva detto: “I know the whole world is watching now. I wish you could see what I can see. Sometimes you have to be up really high to understand how small you are… I’m coming home now.” (per i non-anglofili: “So che ora il mondo intero sta guardando. Vorrei che poteste vedere cosa vedo io. A volte devi essere molto in alto per capire quanto piccolo sei… Sto tornando a casa ora”)

Come vorrei che tutti potessero almeno immaginarselo il mondo da lassù, avere per un attimo l’intuizione di cosa vuol dire sentirlo uno soltanto e sentirsene veramente parte!

Come vorrei che tutto quel che ci divide potesse essere davvero visto nelle sue vere proporzioni, nella sua infima e ridicola nullità…

Magari è solo un sogno, ma i sogni sono fatti anche per essere condivisi!