A Night in Padova

due passi in notturna per il centro

una città ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare

Ho sempre vissuto Padova da studente, tracciato il mio percorso sul selciato tra le aule e la stazione, tracciando invisibili binari di consuetudine, tra la folla affannata nelle cose d’ogni giorno e le lancette implacabili di orari e tabelle di marcia. Non che camminassi a testa bassa, anzi ho sempre guardato con curiosità ogni cosa, ma la percezione di quei luoghi era necessariamente polarizzata dal contesto in cui li vivevo e dalla sua permanente provvisorietà..

Pertanto mi ha fatto una certa impressione il fatto di tornarci, anni dopo aver concluso gli studi universitari, e per di più di sera: un volto della città che, in quanto pendolare, non ho mai conosciuto.

Un volto un po’ triste, ai miei occhi, complice forse la serata dai risvolti inattesi e un senso di solitudine nel constatare come l’estate avesse portato via con sé non solo il suo luminoso calore, ma anche ciò che più di ogni altra cosa alla città dà senso: le persone. I muri, il selciato, le luci sono sempre uguali, siamo noi a viverci dentro e a rendere nostri questi spazi.. senza, la città diventa una scatola vuota, un contenitore senza contenuto..

Se volete potete guardare con me  attraverso l’obiettivo della reflex qualche immagine che ho raccolto.

Buona visione!