Simple Company @ Dissensi 2010 – Quartetto+Solos

Non si tratta di umile pietra, non di comuni sassi…
E’ nobile marmo, ancorché grezzo, quello che fa da inconsueto ma evocativo palcoscenico alla performance della Simple Company in quel di Arzignano, a chiudere in bellezza l’edizione 2010 del festival Dissensi.

Ma le parole non dicono quanto le immagini di quella splendida serata, che trovate qui =)

Orizzonti

Ogni tanto accade.

La vita talvolta ti porta ad allontanarti dai quattro angoli del tuo quotidiano, dai quattro muri che ogni giorno delimitano la tua vista.  Non con costrizione, ma lasciandoti dentro un seme, un desiderio, tracciandoti la strada e aspettando che tu la segua..

Accade allora che tu arrivi a salire su un monte, o anche soltanto ad allontanarti dalle case, dalle cose, dalle luci rassicuranti che ti fan vedere là dove hai i piedi, ma che al tempo stesso ti abbagliano nascondendoti il cielo stellato e con esso i riferimenti per capire dove sei, dove vai..

Basta davvero poco per stupirsi: non siamo più abituati a vedere l’orizzonte, a lasciar correre lo sguardo su linee diritte ed illimitate, a lasciare che i pensieri si perdano, perché altro non potrebbero fare dinnanzi a tanta semplice grandezza.

Eh sì: serve concretezza per vivere, serve determinatezza, puntualità, serve una linea temporale definita e implacabile, servono pensieri logici e compiuti, discorsi chiari, esplicitati, connessi. Non siamo più abituati alla disconnessa incompletezza di pensieri abbozzati, di scintille di intuizione, di strade appena accennate, né all’imperfezione che ci deriva dall’incapacità di cogliere il tutto in un solo istante.

Non ci appartiene più il tempo, ne siamo schiavi nel momento stesso in cui ce ne crediamo padroni.. Abbiam perso infatti la capacità di disporne, come se impegnare del tempo ad essere se stessi fosse perder tempo… e finiamo pertanto a rincorrere l’idea che non abbiamo tempo, che non c’è mai tempo per nulla, per nulla -beninteso- di ciò che ci starebbe a cuore fare.

Eppure è nelle nostre mani, quel filo, ed è nel tessuto delle nostre vicende, tra i nodi delle nostre scelte che questo si dipana e si svolge.. Basterebbe averne coscienza. Basterebbe un po’ di volontà. Basterebbe scegliere diversamente…

E così siamo qui, tra due orizzonti a cercare la nostra prospettiva:
l’orizzonte del distante, del sogno, del di là a venire,
e quello del vicino, del proprio pensiero, della propria interiore coscienza..