Aquiloni

In un sussulto di coscienza
a volte un’immagine ti attraversa lo sguardo,
una sensazione che conosci e non comprendi..

Che sia delusione questa,
o sola solitudine
o pianto soltanto?
Forse eco di mai vissute gioie
che invano ancora
chiedono di esistere…

Ma perché avvilirsi per quel che non sa d’esistere?
Perché star male in questo modo?
Silenziose passano in me le ore
trascorse a dimenticare ciò che vivo
ciò che sento e non voglio creder mio.
So che lasciar crescere forse non dovrei
la pianta che a volte sento strapparmi il cuore.
Una cosa sola mi chiedo:
è giusto amare ogni persona così?
Perché qualcuno mi sfiora
e pur così mi scuote
al limite di me stesso
tanto da farmi paura?
Cristallo sono in fondo –
a risuonare e talvolta a perdersi
nell’armonia dei riflessi…

Non così accade con chi non mi ricambia
con chi mi fa soffrire un poco
e poi come sempre mi ignora:
ma che dire ora?
Che dire quando la vita tua
sembra
un campo incolto di fieno
e il solo tuo compagno
il vento sui capelli arruffati?
Gioisco e soffro,
con le lacrime sorridendo
accompagno il volo
di chi mi era accanto

Labbra di carta e balsa lassù
sono un angolo di cielo…

Angeli con un’ala soltanto

Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte
che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore, che anche tu
abbia un’ala soltanto. L’altra, la tieni
nascosta: forse per farmi capire che
anche tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita: perché
io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te.
Perché vivere non è “trascinare la
vita”, non è “strappare la vita”, non è
“rosicchiare la vita”.
Vivere è abbandonarsi, come un
gabbiano, all’ebrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura
della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con
la fiducia di chi sa di avere nel volo
un partner grande come te!

(un foglio ritrovato tra gli appunti)